La viticoltura umbra ha radici antichissime. Gli Etruschi coltivavano la vite sulle colline attorno a Orvieto e conservavano il vino nelle grotte scavate nel tufo, e i Romani ne diffusero la coltivazione in tutta la regione.

Nel Medioevo i vigneti restarono legati a monasteri e abbazie, e il vino di Orvieto era apprezzato anche dalle corti papali. Per secoli la vite fu coltivata soprattutto nel sistema della mezzadria, spesso mescolata ad altre colture. Solo nel secondo Novecento è iniziato il salto di qualità, con le prime denominazioni (Torgiano, Orvieto) e poi con il riconoscimento del Montefalco Sagrantino, oggi il rosso simbolo dell’Umbria.
Vitigni Principali
- Sangiovese è il vitigno più diffuso della regione e entra in quasi tutti i vini a denominazione, in purezza o in uvaggio con varietà locali e internazionali. È la base del Torgiano Rosso e del Montefalco Rosso.
- Trebbiano (toscano/procanico e spoletino) il Trebbiano toscano, qui detto procanico, è la base dell’Orvieto e di molti bianchi. Il Trebbiano spoletino è un’altra varietà, riscoperta di recente soprattutto a Montefalco e Spoleto.
- Grechetto è il bianco umbro più caratteristico, presente un po’ ovunque. Si usa in uvaggio (soprattutto a Orvieto) e in purezza, con la tipica nota di mandorla.
- Merlot è un vitigno internazionale diffuso in tutta la regione. Si usa in tagli bordolesi o in assemblaggio con Sangiovese e Sagrantino per ammorbidire i rossi.
- Sagrantino cresce solo a Montefalco ed è il rosso più rappresentativo dell’Umbria. Dà vini molto tannici e strutturati, con il Montefalco Sagrantino DOCG (secco e passito).
Vitigni Autoctoni
- Ciliegiolo di Narni di origine incerta ma antica, probabilmente italiana (parente stretto del Sangiovese). Si dice sia arrivato nell’Ottocento con i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. Per decenni è stato usato soprattutto in uvaggio. Oggi è il vitigno simbolo dell’area di Narni e Amelia.
- Verdello considerato autoctono dell’Umbria, è documentato a Orvieto dal 1894. Produttivo ma delicato (sensibile a oidio e botrite), ha perso quasi metà delle superfici tra il 1970 e il 2000. Nell’Orvieto DOC entra con il 15-25% e porta finezza ed equilibrio.
- Drupeggio (Canaiolo bianco) la prima menzione scritta, con il nome Canaiolo bianco, è toscana e risale al 1817. La maggior parte delle piantagioni “vere” si trova però in Umbria. Serve come uva da taglio nell’Orvieto, dove dà acidità e struttura. Oggi è molto raro: circa 286 ettari nel 2010.
DOP Umbria(docg)
Elenco delle denominazioni garantite
| denominazione | anno DOCG | provincia | tipologia | colore | vitigno principale |
|---|---|---|---|---|---|
| Sagrantino di Montefalco | 1992 | Perugia | fermo passito | rosso | Sagrantino |
| Torgiano | 1990 | Perugia | fermo riserva | rosso | Sangiovese |
Microlingua
Nomi
- reputazione
- denominazione
- modello
- vitigno
- autoctono
- profilo
Verbi
- orientare
- valorizzare
- produrre
- fondare
Altro
- fermo
- classico
- internazionali
- ampelografico
- passito
- nazionali
- interregionale
