La viticoltura emiliano-romagnola è antica: la vite si coltiva qui fin dall’epoca preromana, e la via Emilia ha portato il vino lungo le città e i commerci.

Le popolazioni preromane coltivavano già la vite, e con la costruzione della via Emilia il vino seguì le strade dei commerci e delle città, diventando parte della vita quotidiana. Nel Medioevo furono soprattutto i monasteri a custodire i vigneti e le tecniche di coltivazione, mentre nelle campagne si consolidavano le varietà locali, in particolare le grandi famiglie dei Lambruschi. Nel Novecento la regione costruì la sua identità moderna, passando dalle produzioni di massa alla valorizzazione dei territori, fino al riconoscimento delle denominazioni di origine.
Oggi le DOP raccontano una regione con due anime. L’Emilia è terra di vini vivaci: rossi frizzanti, scuri, fruttati e sapidi, come i Lambruschi, e bianchi freschi e fragranti, come Pignoletto e Ortrugo, spesso rifermentati in autoclave o in bottiglia. Sono vini nati per accompagnare una cucina ricca e grassa, di cui sanno pulire il palato con acidità e bollicina. La Romagna, invece, guarda al Sangiovese, di cui esprime stili diversi a seconda dei suoli e delle sottozone, dalle versioni più fresche e fruttate a quelle più strutturate e longeve. Qui ci sono anche l’Albana, bianco storico declinato dal secco al passito, e il Trebbiano, fresco e versatile.
Il paesaggio dà alle denominazioni una grande varietà: dalle colline dell’Appennino alle terre sabbiose della costa e alla pianura padana. Ne risultano vini immediati e conviviali, ma anche etichette di carattere, legate a vitigni rari e a territori molto piccoli.
Vitigni Principali
- Trebbiano Romagnolo una delle varietà bianche più diffuse in regione, utilizzata per vini freschi e leggeri, anche frizzanti, e in diverse denominazioni locali.
- Sangiovese vitigno a bacca nera simbolo della Romagna, fondamentale per la produzione di vini rossi strutturati, fruttati e caratterizzati da buona acidità.
- Lambrusco Salamino di Santa Croce vitigno a bacca nera diffuso soprattutto nel Modenese e nel Reggiano, è impiegato prevalentemente per vini frizzanti, vivaci e ricchi di profumi di frutti rossi.
- Ancellotta vitigno a bacca nera tipico dell’Emilia, soprattutto del Reggiano, utilizzato per conferire colore intenso, morbidezza e struttura ai vini, spesso in assemblaggio con altre varietà, in particolare i Lambruschi.
- Pignoletto vitigno a bacca bianca caratteristico dei Colli Bolognesi e delle aree circostanti, produce vini freschi, floreali e spesso frizzanti. È noto anche come Grechetto Gentile.
Vitigni Autoctoni
- Uva Longanesi (bacca nera): prende il nome dal suo scopritore negli anni Cinquanta, mentre il vino si chiama Bursôn, dal suo soprannome. Ha buccia spessa e dà vini robusti e intensi. La vite originaria cresce ancora sostenuta da una quercia, nella tenuta Longanesi.
- Centesimino (bacca nera): ha il suo cuore a Oriolo, vicino a Faenza, e dà vini morbidi ed eleganti. In passato era conosciuto come Savignôn Rosso.
- Famoso (bacca bianca) vitigno raro e recuperato dalla quasi scomparsa, caratterizzato da profumi intensi e aromatici, con note floreali e fruttate. Produce vini freschi e fragranti, soprattutto nella Romagna.
DOP Emilia Romagna (docg)
Elenco delle denominazioni garantite
| denominazione | anno DOCG | provincia | tipologia | colore | vitigno principale |
|---|---|---|---|---|---|
| Colli Bolognesi Pignoletto | 1987 | Bologna | frizzante, spumante, superiore, Classico | bianco | Pignoletto |
| Romagna Albana | 2010 | Forlì-Cesena Ravenna Bologna | secco, amabile, dolce, passito, passito riserva | bianco | Albana |
Microlingua
Nomi
- reputazione
- denominazione
- modello
- vitigno
- autoctono
- profilo
Verbi
- orientare
- valorizzare
- produrre
- fondare
Altro
- fermo
- classico
- internazionali
- ampelografico
- passito
- nazionali
- interregionale
