Per comprendere come creare mixed drinks, è utile consultare i capitoli Liquoristica essenziale e Origini e classificazioni dei cocktails. Questi forniscono le basi per seguire una delle due regole fondamentali nella preparazione dei cocktail: la percezione organolettica, ovvero il gusto e l’aroma percepiti tramite i sensi. L’altra regola, l’aspetto estetico, viene introdotta brevemente alla fine della pagina
Cosa c’è nella pagina

3 è il perfekt number
I cocktail vengono creati tenendo d’occhio 3 gruppi di ingredienti …
- base alcolica
- aromatizzante
- colorante
… che hanno tre funzioni semplici e precise:
- struttura
- gusto
- aspetto
- base alcolica/struttura di un cocktail gli viene dall’alcol e costituisce lo scheletro che terrà in piedi il drink come le mura di una casa
- aromatizzante/gusto conferisce carattere e personalità alla bevanda come la qualità delle porte, il materiale del pavimento lo danno ad una casa
- colorante/aspetto dona bellezza estetica al cocktail ma è importante non sottovalutare l’importanza della bellezza, come non sono da sottovalutare il colore delle tende e degli arredi della casa
Di questi 3 gruppi si possono prendere più rappresentanti ma è una pratica per esperti alla portata di palati molto fini in grado di dosare ingredienti simili che nella maggior parte dei clienti non sarebbero percepiti o creerebbero confusione. Inoltre esiste un quarto gruppo di bevande, quelle analcoliche gassate e non, che hanno soprattutto una funzione idratante. Si tratta dei DILUENTI che altro non sono che bevande in grado di modulare …
- intensità e
- persistenza
… degli altri ingredienti e di cambiarne decisamente la percezione
Gli attrezzi giusti
Partiamo da questo cocktail composto da 3 ingredienti piuttosto noti, magari sapete di chi si tratta:
- Gin (base alcolica)
- Vermouth rosso (aromatizzante/colorante)
- Bitter Campari (colorante/aromatizzante)

Una volta decisi gli ingredienti dobbiamo decidere i due attrezzi per farlo, uno tecnico e l’altro estetico:
- ESECUZIONE; che sceglieremo in base alla densità degli ingredienti. Glass, mixing-glass, gallon, shaker, blender
- SERVIZIO: che verrà scelto in base alla quantità totale considerato il ghiaccio. Cocktail glass, double cocktail glass, copita, tulip, cobbler, highball glass, on the rock
Per il cocktail d’esempio questi sono i due attrezzi da usare:


ACCIDENTI ma sono uguali !!!
Sì per il cocktail sopra i contenitori sono gli stessi. Il cocktail si fa e si serve nello stesso contenitore, il bicchiere tumbler. Il motivo sta nel fatto che gli ingredienti sono facili da miscelare dato che hanno densità simili per cui il contenitore di servizio è sufficinente ad amalgamarli. Il bicchiere che scegliamo è il tumbler basso in cristallo, un bicchiere universale che è sempre una garanzia di successo per la sua linea sobria insieme a luminosità e maneggevolezza. Non a caso il tumbler basso ha avuto così tanti estimatori nel tempo, da aver acquisito nomi diversi e più romantici come old fashioned oppure più pratici come on the rock
Guarnizioni e decorazioni
Le guarnizioni e le decorazioni devono poter essere mangiate, questo è il must in fatto di guarnizioni e deve essere chiaro fin dal primo vagito creativo. Gli ingredienti più usati a questo scopo appartengono ad una categoria precisa di prodotti alimentari, sono gli agrumi che actually sono in assoluto i migliori compagni del barman. Lime, limoni ed arance non solo sono colorati, profumati e belli ma anche buoni, dolci ed aspri all’occorenza




oltre agli agrumi ci sono una gran varietà di altri prodotti che fanno già parte degli ingredienti del bar che possono essere usati per guarnire o decorare drinks. Tra questi zucchero, caffè, cacao, ciliegine conservate, olive, sciroppi di frutta, frutta secca. Quello che dovrà aggiungere il barman è della sana e buona creatività nello sceglierli e posizionarli






Il nome del drink
Infine last but not least arriviamo al secondo must, il nome del drink, il momento che conclude la creazione del mixed drink. Questa fase è quella che conferisce competenza commerciale all’inventore che fino a questo punto si è dimostrato tecnico abile ed attento, ma che per rendere indimenticabile il suo drink deve colpire l’immaginario del cliente. Si deve far ricordare e per farlo l’ngrediente base è l’originalità sottile


Un cocktail di colore rosso che si chiami Red Soul è banale. Uno di colore blu che si chiami Agua de mar lo è altrettanto. Un’altro a base di vodka al limone che si chiami Lemon Vodka … non ha bisogno di commenti. Altra cosa è un cocktail di colore arancio che si chiami That’s it, è un cocktail di cui non si intuisce il motivo ma che ha una sottile capacità evocativa che intriga ed induce a chiedersi … why. Ecco quindi il suggerimento ending per concludere e rispondere alla domanda iniziale, come creare mixed drinks.
generare un nome che induca il WHY garantisce il raggiungimento del più liquido dei successi
Microlingua
| Altro | |
|---|---|
| colorante aromatizzante colore | struttura aspetto densità |
| Verbi | |
|---|---|
| creare scegliere | chiedere diluire |
| Nomi |
|---|
| simile liscio |
