I distillati da frutta Vitis rappresentano una vasta categoria di distillati ottenuti dal grappolo d’uva, dal suo mosto, dalle vinacce e dal vino. Si collocano nel solco di una lunga tradizione che include celebri nomi come il brandy italiano e spagnolo, il Weinbrand tedesco, il raffinato Cognac e il più rustico Armagnac francesi, fino all’Arak, il distillato d’uva mediorientale aromatizzato con anice. A differenza di grappa e marc che utilizzano le vinacce, i Brandy sono ottenuti dal frutto intero. Questo gruppo di distillati dalla vitis vinifera si distinguono quindi in:
- distillati dal succo derivanti dalla spremitura dell’uva e dalla fermentazione del mosto
- distillati dalle vinacce sono ottenuti dalle vinacce, gli avanzi della spremitura dell’uva
Distillati dal succo (Vino)
Brandy
Il nome “brandy” deriva dall’olandese “brandewijn”, ovvero “vino bruciato“, perché furono i mercanti olandesi a diffondere la tecnica di distillazione nel Mediterraneo. Il brandy è distillato dal vino ed ha radici profonde in diversi paesi europei coltivatori dell’uva destinata alla produzione enologica. Tra queste, l’Italia e la Spagna, si distinguono per tecniche uniche, tipologie differenti e un forte tradizione vitivinicola
Brandy italiano

In Italia, il brandy è prodotto principalmente nel nord, con epicentri storici in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. La distillazione avviene in alambicchi discontinui o continui, e il distillato invecchia in botti di rovere per almeno un anno. In Italia, il brandy era spesso il liquore da caminetto delle generazioni passate, consumato liscio in bicchieri a tulipano o riscaldato con la mano per esaltarne i profumi. Il Brandy di Buton, prodotto a Bologna, fu uno dei primi distillati italiani esportati negli Stati Uniti già a fine ‘800. Alcuni marchi storici sono Vecchia Romagna, Stock 84 e Poli.
Brandy spagnolo

La Spagna, in particolare con il Brandy de Jerez, utilizza un metodo produttivo originale e particolare: il sistema Solera lo stesso metodo con cui si ottiene il vino Sherry. Questo processo prevede il travaso progressivo del brandy da botti più giovani a quelle più vecchie, garantendo un profilo aromatico complesso e costante nel tempo. Le botti utilizzate sono quasi sempre ex-sherry, che trasferiscono note dolci e ossidative al prodotto finale.
Il più celebre brandy spagnolo è il Brandy de Jerez, con classificazioni come Solera, Solera Reserva e Solera Gran Reserva. In Spagna, è ancora oggi protagonista delle sobremesas (il momento dopo i pasti) ed è spesso servito con caffè o cioccolato fondente. Nella regione di Jerez, molte famiglie conservano botti tramandate da generazioni, considerate quasi sacre. In certe zone della Spagna, il brandy viene flambato per preparare piatti tipici come il “pollo al brandy”. In Spagna, alcune botti utilizzate per l’invecchiamento del brandy hanno oltre 80 anni e sono considerate patrimonio della cantina.
Cognac

Il Cognac è essenzialmente un Brandy prodotto in una zona ben precisa e regolamentata della Francia, attorno alla città di Cognac, nei dipartimenti della Charente e Charente-Maritime. Qui, il clima oceanico, i terreni calcarei e l’influenza del fiume Charente creano condizioni ideali per la coltivazione dell’uva destinata alla distillazione.
La regione è suddivisa in sei crus (zone di denominazione), ciascuno con caratteristiche distintive:

- Grande Champagne – Il cru più pregiato: produce cognac dalla finezza e longevità eccezionali.
- Petite Champagne – Simile alla Grande Champagne, ma leggermente meno complessa.
- Borderies – La più piccola delle zone: produce Cognac floreali e rotondi.
- Fins Bois – Ampia zona che dà Cognac fruttati, più rapidi da invecchiare.
- Bons Bois – Terroir più periferico: Cognac rustici e immediati.
- Bois Ordinaires – Zona meno pregiata, vicina all’oceano, con distillati più semplici.
La classificazione “Fine Champagne” si applica ai Cognac composti per almeno il 50% da uve di Grande Champagne, il resto da Petite Champagne.
Produzione e tecniche
Il vitigno principale è il Ugni Blanc (Trebbiano Toscano), scelto per la sua acidità e neutralità. I vini base, molto secchi e poco alcolici, vengono distillati due volte in alambicchi di rame Charentais. La distillazione deve concludersi entro il 31 marzo dell’anno successivo alla vendemmia. Il cuore del distillato, detto bonne chauffe, sarà poi destinato all’invecchiamento. Il Cognac invecchia in botti di quercia del Limousin o del Tronçais, che rilasciano tannini e aromi complessi.
Le categorie ufficiali, secondo la legge francese, si basano sull’età dell’eau-de-vie più giovane nel blend:
- VS (Very Special) – minimo 2 anni in botte
- VSOP (Very Superior Old Pale) – minimo 4 anni
- XO (Extra Old) – minimo 10 anni (dal 2018; prima erano 6)
- XXO (Extra Extra Old) – minimo 14 anni (categoria recente)
- Hors d’Âge – “fuori età”, spesso ben oltre i 30 anni

Molti produttori propongono anche annate singole (millésimés), rari e pregiati, o cuvée artistiche in edizioni limitate.
Curiosità sul Cognac
- Napoleone Bonaparte era un amante del Cognac, tanto che una delle classificazioni più diffuse un tempo era proprio “Napoleon” (oggi considerata equivalente o superiore al VSOP).
- Hennessy, il più famoso produttore al mondo, vende oltre 50 milioni di bottiglie all’anno: circa il 40% della produzione totale!
- Alcuni Cognac storici vengono conservati in damigiane di vetro sigillate con cera, nei cosiddetti “Paradis“, le cantine più antiche e silenziose, dove riposano le annate rare.
- I maestri di cantina, maîtres de chai, si tramandano l’arte del blending da generazioni: è un mestiere quasi mistico, fatto di memoria olfattiva e intuizione.
Degustazione e abbinamenti
Tradizionalmente servito liscio, a temperatura ambiente, in calici a tulipano o balloon, si accompagna tradizionalmente con cioccolato fondente, sigari, foie gras o formaggi erborinati, dessert a base di frutta secca o miele
Armagnac

L’Armagnac è un’acquavite di vino prodotta nel sud-ovest della Francia, nella regione della Guascogna a ridosso dei monti Pirenei, e può vantare una storia documentata tra le più antiche d’Europa. Già nel XIV secolo, un medico francese, Vital Dufour, menzionava le virtù terapeutiche di una eau-de-vie ottenuta dal vino: era l’Armagnac. A differenza del più noto Cognac, che divenne popolare solo nel XVII secolo, l’Armagnac è considerato il più antico distillato di vino francese.
Produzione AOC
La sua produzione si concentra principalmente in tre zone designate dall’AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) sin dal 1936:
- Bas-Armagnac: la zona più rinomata, con terreni sabbiosi che donano eleganza e finezza.
- Ténarèze: produce Armagnac più robusti, ideali per l’invecchiamento.
- Haut-Armagnac: la meno estesa, con una produzione limitata e poco conosciuta.

La sua produzione si concentra principalmente in tre zone designate dall’AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) sin dal 1936:
- Bas-Armagnac: la zona più rinomata, con terreni sabbiosi che donano eleganza e finezza.
- Ténarèze: produce Armagnac più robusti, ideali per l’invecchiamento.
- Haut-Armagnac: la meno estesa, con una produzione limitata e poco conosciuta.
Una delle caratteristiche distintive dell’Armagnac è il metodo di distillazione. Viene distillato una sola volta (contro la doppia distillazione del Cognac) in un particolare alambicco continuo chiamato alambic Armagnacais,

a una temperatura relativamente bassa (circa 58-60°C). Questo processo conserva una maggiore quantità di aromi primari, rendendo l’Armagnac più complesso e ricco già da giovane.
La distillazione avviene generalmente tra ottobre e marzo, e il distillato ottenuto viene poi messo a invecchiare in botti di rovere (spesso della regione delle Landes), dove acquisisce colore, morbidezza e profondità aromatica.
In base all’invecchiamento, l’Armagnac si distingue in varie categorie, regolate rigidamente dall’AOC:
- VS (Very Special) o Trois Étoiles: minimo 1 anno di invecchiamento.
- VSOP (Very Superior Old Pale): minimo 4 anni.
- XO o Napoléon: minimo 10 anni.
- Hors d’âge: minimo 10 anni, spesso ben oltre.
- Millésimé (Vintage): ottenuto da una sola annata, molto ricercato dai collezionisti.
Carattere e curiosità
- L’Armagnac è noto per il suo profilo aromatico intenso e profondo.
- Rispetto al Cognac, è più rustico e potente, con una personalità più marcata.
- I produttori sono spesso piccoli e artigianali, a gestione familiare, fedeli a metodi tradizionali tramandati da generazioni.
- L’Armagnac viene spesso commercializzato anche in bottiglie con indicazione dell’annata di distillazione, una rarità tra i distillati.
- Nella regione è tradizione conservare bottiglie dell’anno di nascita di figli o nipoti, da aprire solo in occasioni speciali. Alcuni Armagnac possono invecchiare anche per oltre 50 o 60 anni, senza perdere armonia, e guadagnando in complessità.
Arak e Raki

L’Arak (o Araq) è un distillato tradizionale del Medio Oriente, con una lunga storia che si perde nell’antichità. Il nome deriva dall’arabo “araq”, che significa “sudore” o “distillazione”, a richiamare il processo di condensazione del vapore alcolico. Si ritiene che l’Arak abbia origini mesopotamiche e che si sia diffuso attraverso il mondo arabo-islamico.
Paesi produttori
Oggi è molto diffuso in:

- Libano (considerato uno dei principali produttori di qualità),
- Siria,
- Giordania,
- Palestina,
- Iraq,
- Turchia (dove esiste una versione affine chiamata Rakı),
- Israele.

Ingredienti e produzione
L’Arak è prodotto distillando alcol derivato dall’uva (o talvolta da altri zuccheri) con semi di anice verde. La distillazione avviene solitamente in alambicchi di rame e può includere una o più redistillazioni per affinare il gusto. Il distillato viene poi maturato in anfore di terracotta o contenitori inerti per diversi mesi, affinché i sapori si armonizzino.
Caratteristiche e consumo
- Colore: trasparente, ma diventa lattiginoso (effetto ouzo o louche) se miscelato con acqua.
- Profumo: intenso e penetrante di anice.
- Gusto: secco, speziato, persistente.
- Gradazione alcolica: tra 40% e 60% vol.
- L’Arak è bevuto tradizionalmente diluito con acqua e ghiaccio, ed è spesso presente durante i meze (antipasti) nei paesi levantini. È un simbolo di convivialità e condivisione familiare o amicale.
Distillati dalle vinacce
Grappa

La grappa è il distillato italiano per eccellenza, ottenuto esclusivamente dalla vinaccia, cioè le bucce, i semi e i raspi dell’uva usati per produrre vino. Nel corso dei secoli, la grappa è passata da bevanda rustica, diffusa tra i contadini del Nord Italia, a prodotto di pregio, oggi apprezzato anche nei contesti più raffinati e gourmet. Il punto di svolta è arrivato nel secondo dopoguerra, con la crescente attenzione alla qualità, alla selezione delle vinacce e alle tecniche di distillazione.
Grappa IGP
Per legge europea, solo l’Italia può produrre grappa con questo nome. È un distillato a Indicazione Geografica Protetta (IGP), vincolata alla produzione da vinacce provenienti e lavorate in Italia.
Le uve storiche nella produzione della grappa sono quelle che seguono ma esistono monovitigni autoctoni sparsi in ogni regione italiana, che hanno conquistato un mercato che negli ultimi decenni, si è andato espandendo anche fuori dai confini regionali e nazionali
Veneto
- Pinot nero
- Corvina
- Prosecco (glera)
- Chardonnay
Piemonte
- Nebbiolo
- Dolcetto
- Barbera
- Cortese
La qualità della grappa è strettamente legata alla freschezza e integrità della vinaccia. Le vinacce possono essere:
- fermentate (provenienti da vini rossi),
- non fermentate (da vini bianchi),
Tipologie di grappa
La grappa è classificata in base a diversi criteri:
vitigno
- Monovitigno: ottenuta da un’unica varietà d’uva (es. Moscato, Barolo, Amarone).
- Multivitigno: miscela di vinacce diverse.
invecchiamento
- Giovane: incolore, non affinata in legno.
- Affinata in legno: breve passaggio in botti (meno di 12 mesi).
- Invecchiata: minimo 12 mesi in botte.
- Riserva o Stravecchia: minimo 18 mesi di invecchiamento in legni pregiati (rovere, ciliegio, acacia).
aromatizzazione
- Aromatica: ottenuta da uve aromatiche come Moscato, Malvasia o Gewürztraminer.
- Aromatizzata: arricchita con erbe, frutti o spezie (es. grappa al mirtillo, alla ruta).
Curiosità sulla grappa
Le regioni italiane più celebri per la produzione di grappa sono Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Lombardia. Le distillerie artigianali spesso tramandano metodi di distillazione da generazioni. Alcune famiglie distillano da oltre 100 anni. La grappa è stata usata come tonico e digestivo nella tradizione popolare, ma oggi è protagonista anche in cocktail creativi. L’Italia ha dedicato un museo alla grappa, il Museo della Grappa Poli a Bassano del Grappa, città simbolo di questo distillato.

Marc
Il Marc è un distillato ricavato dalla vinaccia, proprio come la grappa italiana o l’ouzo spagnolo, ma con un’identità tipicamente francese. Nato come prodotto povero e contadino, ha attraversato i secoli trasformandosi in un distillato di carattere, amato per la sua autenticità e profondamente legato al terroir di provenienza. Il termine “Marc” deriva dal francese antico marc, che indica la massa solida residua della pigiatura dell’uva: bucce, semi e raspi. La distillazione del marc risale al Medioevo, quando i contadini cercavano di utilizzare ogni parte dell’uva per produrre alcol a uso domestico, curativo o cerimoniale. Nonostante sia meno conosciuto a livello internazionale rispetto a Cognac o Armagnac, il Marc rappresenta un’espressione autentica del vino e delle tradizioni regionali francesi.
Paesi produttori
Sebbene sia profondamente legato alla Francia, distillati simili al Marc sono prodotti anche in altri paesi europei vinicoli. Tuttavia, solo in Francia il termine “Marc” può essere utilizzato legalmente.
In Francia, molti Marc sono protetti da denominazioni d’origine controllata (AOC), come il Marc de Bourgogne AOC. I principali territori produttori sono:
- Borgogna (Marc de Bourgogne),
- Alsazia (Marc d’Alsace),
- Champagne (Marc de Champagne),

Produzione e tipologie
Il Marc è ottenuto dalla distillazione della vinaccia fermentata, spesso residuo della vinificazione di vini rossi e la sua classificazione avviene per …
origine geografica
- Marc de Bourgogne AOC: tra i più celebri e raffinati, spesso ottenuto da Pinot Noir o Chardonnay.
- Marc d’Alsace: può essere prodotto da uve Gewürztraminer, con note aromatiche floreali.
- Marc de Champagne: prodotto con vinacce delle stesse uve dello Champagne (Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier).
vitigno
- Monovitigno: da un’unica varietà d’uva.
- Multivitigno: da un mix di vinacce.
invecchiamento
- Jeune (giovane): non affinato, trasparente e intenso.
- Vieux (vecchio): invecchiato almeno 1 anno in botti.
- Très vieux / Hors d’âge: invecchiato almeno 4–6 anni, spesso molto più a lungo.
Curiosità sul Marc
- In Borgogna, è tradizione aggiungere un goccio di Marc al caffè: nasce così il celebre “caffè corretto” alla francese.
- Esistono Marc da collezione, distillati da vinacce di annate pregiate o di Grand Cru famosi. Alcune distillerie francesi vendono “marc de prestige”, invecchiato anche 20–30 anni in legni pregiati.
Microlingua
| Nomi | |
|---|---|
| uva grappolo graspo grappa | mosto succo sistema botti |
| Verbi | |
|---|---|
| esprimere | ottenere |
| Altro | |
|---|---|
| autentico antico | invecchiato moderno |

