Origini e classificazioni dei cocktails

Partiamo alla ricerca delle origini e classificazioni dei cocktails cercando prima di tutto il significato della parola. La via facile e diretta parte dalla traduzione dall’inglese della parola cocktail, coda e gallo. Si tratta di quella parte colorata e vistosa di piumaggio che ogni gallo possiede per farsi notare ed apprezzare dalle sue compagne o per farsi temere dai sui rivali

La Coda del Gallo

Una bevanda è miscelata quando si uniscono due o più ingredienti per crearne uno nuovo con caratteristiche esclusive. Questo assunto essenziale spiega perchè un bicchiere di vino aggiunto di acqua non è un cocktail, mentre lo sono l’Idromele, il Vino Ippocratico ed il Punch, che pur essendo simili si differenziano perchè i secondi hanno diverse spezie che ne cambiano la percezione organolettica.

Ma da dove viene la parola cocktail? Secondo una delle teorie più suggestive, l’origine del termine coinvolge una persona o un gruppo di persone affascinate dalle bevande alcoliche, che trovava i drink “straight” (lisci) troppo noiosi. Da qui, l’idea di mescolare ingredienti diversi, magari alla ricerca di colorazioni o gusti nuovi e più creativi.

Tra gli indizi simbolici più forti che possono aiutare nella ricerca delle origini della parola, ci sono elementi tipicamente francesi come:

  • i galli
  • l’alcol
  • l’attenzione estetica

Tuttavia, il mistero si complica quando si considera che la parola cocktail è inglese. Come si spiegano allora questi intrecci linguistici e culturali? La risposta potrebbe trovarsi in Louisiana, e più precisamente a New Orleans.

cocktail luisiana

Qui, i francesi si sono “inglesizzati” per necessità storiche, lasciando in eredità la lingua, ma anche un gusto estetico e culturale profondamente francese. New Orleans è infatti patria di distillati, di cultura del bere elegante e di simboli come il gallo, animale nazionale francese.

Coquetier … ?

Ovviamente, ogni ricostruzione, per quanto possa essere coerente, non metterà d’accordo tutti. C’è chi rivendica l’origine del cocktail nei tropici messicani; chi nella brughiera inglese; chi nelle penne del gallo usate per mescolare i drink; chi nei bicchierini detti coquetier, che per assonanza potrebbe aver ispirato foneticamente la parola

cocktails coquetier
coquetier

Di seguito potete leggere un racconto che ha il merito di riunirne molti altri e di inserirli in un fatto storico davvero avvenuto. Non ci sono legami provati e provabili ma verosimili, quindi possibili spiegazioni delle origini della parola

“Il 29 novembre 1803 a New Orleans arrivarono rappresentanti politici e facoltosi americani e francesi da tutto il nuovo continente in occasione di una grande cerimonia che sarebbe passata alla storia, la vendita della Louisiana ai neonati Stati Uniti. In quell’occasione Talleyrand, ministro francese governatore della Louisiana volle organizzare un banchetto degno dell’evento e per l’occasione chiese ad una nota organizzatrice di feste di nome Xock di occuparsene. Xock era di origini messicane e conosceva bene la città ed i suoi trascorsi spagnoli. A quei ricordi attinse per generare un evento molto colorato con l’intenzione di stupire soprattutto gli occhi dei partecipanti. Ben consapevole della grande dedizione alle bevande degli ospiti americani creò una serie di drink mescolando succhi, spezie e distillati guarniti con code di gallo usate come cucchiaini miscelatori. Lo spettacolo fu di impatto tale da arrivare fino in Europa, a Parigi e a Londra, dove le code di gallo si diffusero rapidamente e divennero ben presto un simbolo di giovialità immancabile in ogni festa

Associzioni storiche

IBA

Di pari passo alla diffusione della mixology, vengono create le associazioni legate ad esse, tra le quali la più nota è la International Bartenders Association che nasce ufficialmente il 24 febbraio 1951, a Torquay in Inghilterra. Da quella data l’IBA è progressivamente cresciuta fino a diventare un punto di riferimento mondiale per tutta la mixology. L’attività prevalente dell’IBA è la divulgazione del bere miscelato per mezzo dell’organizzazione di corsi e concorsi. L’obiettivo è quello di riunire ogni 3 anni i barman professionisti di tutto il mondo, per aggiornare ed orientare le tendenze del beverage.

Le cocktails recipe sono stati la conseguenza di tale attività di contest, fornendo informazioni aggiornate utili alla stesura di una serie di ricette uguali per tutti che consentissero ad un cliente di bere lo stesso cocktail all over the world. Il primo ricettario si componeva di 50 ricette che rappresentavano le abitudini del tempo. Abitudini che ad oggi sono cambiate fino a portare alla stesura del 2020 della sesta lista ufficiale contenente 90 ricette divise in 3 categorie.

cocktail IBA

AIBES

L’associazione italiana che aderisce alla IBA è l’Associazione Italiana Barmen e Sostenitori che ha sedi in tutte le regioni italiane con concorsi organizzati a livello locale e nazionale. Viene fondata il 21 settembre 1949, da Antonio Spalletti Trivelli con prima sede nell’Albergo dei Cavalieri a Milano. A quella prima riunione parteciparono 29 barmen dei più prestigiosi locali d’Italia che da allora hanno portato il numero di iscritti ai 3000 che si contano oggi. Nel 1968 si trasferisce in Via A. Baldissera sempre a Milano dove ha tuttora la sede (settembre 2023).

cocktail AIBES

Classificazioni funzionali dei cocktail

Le classificazioni funzionali sono sistemi utilizzati per organizzare informazioni, attività o oggetti in base alla loro funzione o scopo piuttosto che alla loro forma o struttura. Questo tipo di classificazione è particolarmente utile per la corretta scelta di utensili e metodi d’esecuzione. Di classificazioni a partire dalla funzionalità ce ne possono essere olte, le seguenti sono tra queste:

  • momento di servizio
  • quantità servita
  • generi
  • families

Momento di servizio

La suddivisione logica parte considerando il momento di consumo in una giornata, quindi distinguiamo subito tra …

  • aperitivi
  • digestivi
  • fuori pasto

… che in english diventano …

classificazioni pre dinner

pre dinner

classificazioni after dinner

after dinner

classificazioni outern

long drink

La considerazione importante è la presenza di cibo nello stomaco che condiziona percezione ed assorbimento. I pre dinner sono meno alcolici e più acidi, gli after dinner sono più alcolici e amari, i long drinks sono basso alcolici o analcolici, dissetanti, creativi, energetici … insomma sono tutti gli altri drink del resto di una giornata, consumati lontano dai pasti

Quantità servita

I cocktail sono miscele nelle quali entrano ingredienti prodotti in modi differenti, il gruppo più importante lo rappresentano i distillati. In generale la quantità di servizio dipende dalla loro presenza per cui si può dire che maggiore è la quantità di distillato minore è la quantità di servizio, la sintesi è:

  • più ce n’è e meno se ne serve

Short, medium e long sono cocktails dei quali se ne servono rispettivamente 7, 10, 20 cl. La loro alcolicità decresce man mano che aumenta la quantità per cui gli short sono i più alcolici i long quelli meno alcolici. Ai più attenti di voi a questo punto si storcerà il naso, e con ragione, perchè la verità è che l’alcol è superiore in percentuale alla quantità servita ma non in assoluto. Ci sono long drink che hanno 4 cl di alcol e short che ne hanno appena 1 per porzione. Tenete a mente i due concetti quando preparerete un cocktail

  • alcol percentuale
  • alcol assoluto

Generi

I generi tra i cocktails sono macrosuddivisioni che riconducono ad una caratteristica di produzione precisa. Quelle di seguito sono le più note e riconoscibili. Riconoscibili lo sono perché nella maggior parte dei casi, permettono anche ad un inesperto di capire di cosa si tratta

  • Analcolici
  • Mocktail
  • On the rocks
  • Frappè
  • Energy drinks
  • Bio drinks
  • Float Solid drinks
  • Pestati
  • Wine Drinks
cocktail generi

Families

Sempre in argomento di origini e classificazioni dei cocktails, a partire dal secolo scorso i mixed drinks si sono largamente diffusi tanto da venir riuniti in vere e proprie famiglie. Per tali si intendono cocktails che hanno delle costanti identiche in preparazione, ingrediente o guarnizione. I Juleps sono un esempio lampante, il loro rappresentante moderno si chiama Mojito. Tutti i juleps hanno foglie di menta più o meno pestate che sarà impossibile non percepire. Altro esempio è il Gin Fizz, un cocktail con zucchero e soda water che ne fa un drink frizzante, fizzy in english. Di seguito un pò di families:

  • Sting
  • Smash
  • Cobbler
  • Collins
  • Colada
  • Cooler
  • Crusta
  • Fizz
  • Fix
  • Flip
  • Frozen
  • Grog
  • Highball
  • Julep
  • Punch
  • Sour
  • Sparkling
  • Shrub
  • Sling
  • Toddy
  • Rickey
  • Daisy
  • Tiki
  • Sangaree
cocktail families

Microlingua

Nomi
origine
coda
gallo
associazione
ricettario  
penna
ingrediente
percentuale
assoluto
famiglia
sostenitore
Verbi
festeggiare
preparare 
guarnire
miscelare
Altro
bello
brutto
liscio
ruvido

Quiz

Origine dei cocktail

1 / 14

Cosa accomuna i gruppi familiari di drinks?

2 / 14

La lettera B e la lettera S della sigla acronima in figura significano …

3 / 14

L’IBA associazionde di barmen più famosa al mondo nasce …

4 / 14

7, 10, 20 si riferiscono a …

5 / 14

Analcolici, on the rocks, energy drink, bio drink, sono generi perchè se ne intuisce la composizione

6 / 14

La narrazione storica attribuisce la nascita dei cocktail a …

7 / 14

Quali di queste famiglie sono citate nel testo sopra per fare da esempio?

8 / 14

Quali delle seguenti sono classificazioni funzionali dei drink?

9 / 14

In quale stato americano si svolgono i fatti relativi all’invenzione dei cocktail?

10 / 14

Le penne della coda del gallo venivano probabilmente usate come …

11 / 14

Pre dinner, after dinner e long drink in italiano si rendono con …

12 / 14

A quale famiglia appartiene il cocktail in figura?

13 / 14

Quale strumento da barman compare in entrambi i loghi delle associazioni citate nel testo?

14 / 14

Quale valore ci dice la quantità d’alcol realmente bevuta?

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