I tempi di lavoro nel settore della ristorazione sono strettamente legati ai ritmi naturali della vita quotidiana. Questo legame si riflette nei nomi che vengono comunemente associati alle stagioni dell’anno, ai giorni della settimana e, in particolare, ai momenti principali dei pasti quotidiani. Le parole che definiscono questi momenti non sono casuali, ma derivano dall’osservazione delle necessità alimentari umane e dalla disponibilità degli alimenti in determinati periodi

Cosa c’è nella pagina
Durante la giornata

Proviamo a dare un’occhiata ai momenti alimentari classici, che siano festivi o feriali e a come questi influenzano i tempi di lavoro nella ristorazione. Ogni pasto della giornata ha un suo impatto particolare sull’organizzazione in cucina e sul servizio ai clienti, adattandosi alle diverse abitudini alimentari e al tipo di clientela.
Breakfast
Dalle 7:00 alle 10:30, la piccola colazione è il primo momento della giornata. Se si tratta di una colazione “continental”, prevede pane, burro, marmellata e caffè, servita in modo semplice e veloce. Se invece si opta per un English breakfast, il servizio si arricchisce con piatti più complessi, come uova e pancetta, corn flakes, succo di frutta e pancake.
Brunch
Dalle 11:00 alle 14:00, arriva il brunch, una combinazione tra breakfast e lunch. Si tratta di un momento di mezza mattina che mescola piatti da colazione con pietanze più sostanziose, come insalate, torte salate e pietanze calde, da consumare in piedi al buffet o in modo informale. Il brunch è molto popolare negli eventi informali e nei meeting di lavoro.
Lunch
Dalle 13:00 alle 15:00 si ha la colazione o lunch, ovvero il pranzo, che corrisponde al pasto principale della giornata. In ristorazione, questo è il momento in cui il cliente si siede a tavola e consuma per alimentarsi e vuole farlo in breve tempo. La preparazione in cucina deve essere rapida e precisa. Il lunch è il momento più intenso della giornata ed il servizio deve essere attento e veloce, dato che i clienti avranno impegni di lavoro o vorranno usare il pomeriggio per turismo.
Happy Hour
Dalle 16:00 alle 20:00, l’happy hour prende piede. Questo servizio informale, che si svolge solitamente al buffet, è caratterizzato dalla presenza di finger food, insalate fredde, pasta fredda e piccole pietanze da accompagnare a drink. L’happy hour è un momento che offre alle persone la possibilità di socializzare.
Dinner
Dalle 19:00 alle 21:00, si consuma il dinner o pranzo (sì, sembra strano, ma classicamente lo si chiama così). Questo è il pasto che permette la più vasta creatività sia nella preparazione che nel servizio. I clienti serali sono più rilassati e non hanno generalmente fretta, rendendosi disponibili a nuove scoperte culinarie che prestino attenzione ai dettagli.
Supper
Infine, dalle 22:00 alle 24:00, arriva il supper, l’ultimo pasto della giornata. Questo pasto notturno è tipico di chi ha partecipato a eventi come concerti, spettacoli teatrali o cineforum e sente il bisogno di un’ulteriore soddisfazione gastronomica. Il supper è un pasto nel quale si propongono piatti di ogni tipo, la caratteristica principale è comunque il consumo di piatti unici.
Durante la settimana
Festivi
I giorni festivi sono molto diversi dai giorni feriali, sia che si tratti di locali dedicati ad attività diurne che notturne. I locali diurni lavorano meno nei giorni festivi mentre aumenta il lavoro per quelli notturni. In realtà questo è vero soprattutto per i locali diurni che si trovano in zone di uffici, mentre per quelli dei centri storici il lavoro quasi sempre aumenta. Il festivo per i professionisti di ospitalità è il momento di più intenso lavoro.
Feriali
I giorni feriali sono giornate lavorative legate alle attività commerciali e ad eventi continuativi in strutture fieristiche connesse a manifestazione sempre di tipo economico. L’attività è esclusivamente concentrata nei momenti diurni mentre quelle serali sono attività limitate ai giorni feriali prefestivi che costituiscono per questo un terzo tipo di giornata lavorativa settimanale
Durante l’anno

Stagionalità
La stagionalità nel settore della ristorazione è fortemente influenzata dal periodo dell’anno e dalla località in cui si opera. Nei paesi temperati, l’offerta di lavoro varia in base alla stagione e alla destinazione turistica, che si tratti di montagna, mare, centri storici o località termali. Nei paesi tropicali, invece, l’attività balneare rimane costante durante tutto l’anno, con differenze legate più al clima atmosferico, distinguendo tra stagione umida e stagione secca.
- stagione estiva e stagione invernale
- stagione umida e stagione secca
La stagione estiva rappresenta il periodo di massima affluenza nelle località balneari, con una forte richiesta di personale nella ristorazione, hotel e stabilimenti. Anche le città d’arte e le mete turistiche registrano un incremento dell’attività. Al contrario, la stagione invernale vede un boom di lavoro nelle aree montane, soprattutto nelle località sciistiche, dove la ristorazione e l’ospitalità raggiungono il picco.
Montagna
Montagna e mare offrono opportunità di lavoro stagionale diverse. In montagna, il turismo è attivo tutto l’anno, ma con una predominanza invernale legata agli sport sulla neve. In estate le attività sono di villeggiatura ed escursione legate ad attività fisica e benessere anche termale.
Mare
Il mare, invece, concentra l’attività nei mesi caldi, con affluenza massima nelle località balneari e in quelle adatte al sole e relax, incluse le coste oceaniche temperate. Anche le attività sportive legate all’acqua creano ambienti ristorativi ed alberghieri, come le crociere di breve o lungo termine e gli eventi nautici o strettamente legate alla spiaggia, beach sports.
Microlingua
Nomi
- pranzo
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Verbi
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Altro
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