La distillazione discontinua o distillazione frazionata e anche pot still, è uno dei metodi più antichi per separare i componenti di una miscela liquida tramite il riscaldamento e la successiva condensazione dei vapori. Utilizzata ancora oggi soprattutto nella produzione artigianale di alcolici, questo processo si basa su cicli singoli e ripetuti, discontinui appunto.

Cosa c’è nella pagina
Pot still discontinuo

Il pot still è uno degli strumenti più antichi e iconici nella storia della distillazione, con origini che risalgono a migliaia di anni fa. Le sue prime forme venivano utilizzate già nell’antichità in Medio Oriente, dove gli alchimisti distillavano essenze e alcol per scopi medicinali. La versione moderna del pot still iniziò a prendere forma in Europa tra il Medioevo e il Rinascimento, evolvendosi fino a diventare uno strumento essenziale per la produzione di alcolici come whisky, brandy e rum.
Come funziona la DD


Realizzato in rame, il pot still lavora in modo discontinuo: si carica il liquido fermentato, si riscalda e si raccoglie il distillato, operazione che va ripetuta per ottenere un prodotto più puro. Nonostante l’arrivo della distillazione continua nell’Ottocento, il pot still è rimasto ampiamente utilizzato, soprattutto in ambiti in cui il carattere e la complessità del distillato sono fondamentali. In particolare, è ancora oggi alla base della produzione di whisky scozzese single malt, whiskey irlandese tradizionale e alcuni rum artigianali. La sua struttura semplice, ma efficace, ha attraversato i secoli quasi immutata, diventando simbolo di una distillazione che privilegia la qualità, l’artigianalità e il legame con la tradizione.
Microlingua
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