Il Galateo di Giovanni della Casa e Bon Ton moderno dello stare a tavola
Nel XVI secolo, Giovanni Della Casa scrisse Il Galateo, un trattato dedicato alle buone maniere, che ancora oggi è considerato un punto di riferimento per l’educazione e il vivere civile. Ma come si è evoluto il bon ton a tavola nel tempo? Oggi, pur con usanze diverse, il galateo moderno mantiene gli stessi principi di eleganza e rispetto.
Cosa c’è nella pagina
Galateo … overo de costumi. Trattato di messer Giovanni della Casa, nel quale sotto la persona d’un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de modi, che si debbono o tenere, o schifare nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi

Il titolo anche sintetico, non è un errore grammaticale bensì scritto nella lingua con la quale è stato pubblicato nel 1558 il Galateo da Giovanni Della Casa. La lingua è il fiorentino, da cui siamo soliti far derivare l’italiano che parliamo oggi. Quello che viene riportato è una raccolta di usi di buona educazione in varie circostanze della vita quotidiana, e per quello che ci interessa, dello stare a tavola. L’intenzione di Giovanni Della Casa è di raccontare della sua esperienza mondana pur essendo lui un prelato ed arcivescovo della chiesa cattolica romana. Le letture in chiave igienistica e nutrizionali sono state proposte da autori posteriori ma non si hanno certezze di tali intenzioni da parte dello scrittore. Ciò che si legge ha comunque un indubbio valore in fatto di educazione alimentare, proponendo attenzioni e tempi di consumo consoni con la buona digestione ed il piacere del palato
Alcune delle cose che un gentiluomo non deve fare sono il soffiarsi il naso e guardare nel fazzoletto come se si fosse in cerca di diamanti; sputare o sbadigliare in pubblico a mascella spiegata e magari punzecchiare con il gomito per attirar attenzioni
Il Galateo di Giovanni della Casa e Bon Ton moderno dello stare a tavola si trova ai giorni nostri in molte raccolte di pratiche di eleganza e buona educazione, appunto di Bon Ton, che hanno molto in comune con lo scritto del Dalla Casa, ma che affondano le loro radici nel 19° secolo e trattano di buone abitudini molto più attuali di quelle dello scritto originante
Bon Ton a tavola

Il bon ton dell’ospitalità, già presente nel Galateo di Giovanni Della Casa, si è evoluto nel tempo adattandosi alle esigenze moderne. Accogliere gli ospiti con cortesia, creare un ambiente accogliente e curato, offrire cibo e bevande con discrezione e favorire una conversazione piacevole sono regole fondamentali per rendere ogni incontro armonioso.
Bon ton dello stare a tavola
Il bon ton dello stare a tavola riguarda le regole di comportamento a tavola che favoriscono eleganza e rispetto durante i pasti. Seguirlo significa rendere ogni esperienza conviviale piacevole e armoniosa, sia in contesti formali che informali.
Postura a tavola
La schiena poggia diritta sulla schienale ed i gomiti non si sdraiano sul tavolo come arti stanchi e cadenti.
Le gambe sono raccolte onde evitare che allungandole si tocchino quelle di altri ospiti generando spiacevoli equivoci
Buon appetito
Dire buon appetito è scortese perchè il vero motivo per cui ci si siede a tavola è la conversazione, arricchita semmai dalla presenza di cibo e bevande e non dalla necessità di nutrirsi
Tovagliolo
Il tovaglialo si appoggia sulle gambe per portarlo rapidamente alla bocca solo quando serve
Assieme
Si inizia a mangiare solo quando tutti a tavola sono stati serviti
Raffreddare
Non si raffredda la pietanza soffiandoci sopra e non si mastica a bocca spalancata
Mobile phone
Non usare il telefono a tavola, per le urgenze ci si alza e ci si allontana scusandosi

Bon ton del mangiare
Scarpetta
La scarpetta è vietata severamente, vi farebbe apparire come una persona volgare che non mangia da molto tempo
Il pane si spezza prima di portarlo alla bocca e non lo si addenta in nessun caso
Nessuna pietanza può essere mangiata con le mani nemmeno quelle piccole ed ossute come le olive
Bere
Prima di portare un bicchiere alla bocca è bene pulirsela col tovagliolo
Per raccogliere il brodo dal piatto fondo lo si inclina verso il centro del tavolo sorseggiando senza fare risucchi
Con il bicchiere del vino o dell’acqua vuoti, prima di servirsi di nuovo è cortese versarlo anche agli altri a tavola
Posate
La forchetta si tiene con la mano destra, con la sinistra se usata insieme al coltello che non può mai toccare la bocca
Se si è finito di mangiare le posate vanno poste parallele nel piatto con i manici verso destra, divaricate in basso con le punte in alto e vicine se invece non si ha ancora finito
Se è necessario il cibo va tagliato pezzo per pezzo ogni volta che serve e non tutto all’inizio come la cotoletta dei bimbi
Linguaggio delle posate
Il linguaggio delle posate è un codice universale di buone maniere a tavola, utile per comunicare in modo discreto con il personale di sala. Posizionarle correttamente non è solo una questione di eleganza, ma anche di rispetto per il servizio. Se allineate parallelamente sul piatto, indicano che il pasto è terminato, mentre se incrociate segnalano una semplice pausa. Conoscere queste regole non solo dimostra raffinatezza, ma rende anche l’esperienza a tavola più armoniosa e professionale.


Bon ton della relazione sociale
Il bon ton a tavola nelle relazioni sociali è fondamentale per creare un’atmosfera piacevole e rispettosa. Evitare di parlare con la bocca piena, usare correttamente le posate, mantenere un tono di voce adeguato e coinvolgere tutti nella conversazione sono regole essenziali.
Brindisi
Il brindisi lo si chiama alzando il calice fino al proprio viso ed in direzione del festeggiato senza mai dire salute

Puntualità
Infine ricordate che essere puntuali è la più alta forma di cortesia come è assolutamente maleducato l’essere in ritardo

Microlingua
| Nomi | |
|---|---|
| brindisi lingua | puntualità galateo |
| Verbi |
|---|
| stare telefonare |
| Altro | |
|---|---|
| bene male |
